Campionato Italiano Assoluti Enduro

Viverone, 20 Marzo 2011

Solo una settimana di pausa ed è già ripartito il Campionato Italiano per la seconda tappa, che si è corsa questa domenica in giornata unica a Viverone, in provincia di Biella. Il maltempo che ha flagellato il nord Italia ha condizionato parecchio la gara che, malgrado si sia corsa sotto un tiepido sole, ha costretto gli organizzatore ad un lavoro extra per salvare una manifestazione che stava sfuggendo di mano. Tre prove speciali, due cross test lenti ma molto belli a ridosso del paddock ed un enduro test di circa 12 minuti tra le colline biellesi. Proprio quest'ultimo è stato teatro di discutibili azioni da parte degli organizzatori per salvare una gara che si preannunciava difficile, e che si è rivelata ingestibile. A detta di quasi tutti i piloti, dopo le cosuete ricognizioni a piedi nei giorni che precedono l'evento, la condizione della prova speciale faceva pensare che si sarebbe rivelata impraticabile con il passare dei concorrenti. Purtroppo non siamo stati ascoltati e si è verificato ciò che avevamo detto.

Ma si capirà meglio con il racconto della mia giornata di gara:

Sono partito molto bene direi, leggermente avvantaggiato nel partire per primo, al termine del primo giro occupavo la prima posizione sia di classe che assoluta. Dopo le prime quattro prove speciali ero ancora in testa nella mia categoria con un buon margine di vantaggio sul mio rivale Botturi. Purtroppo un problema tecnico alla mia sospensione anteriore mi ha fatto perdere parecchi tempo nella primo enuro test cornometrato, passando in seconda posizione, staccato di una quindicina di secondi. Nulla era perduto, ma con l'impossibilità di risolvere il problema alle forcelle, la gara si metteva in salita ed avrei dovuto metterci molto del mio per recuperare. Poco male, ero pronto a rimboccarmi le maniche e provarci, ma al terzo giro le condizioni del terreno di gara erano molto ma molto peggiorate, tant'è che all'ingresso dell'enduro test incrimintao, una fugace riunione tra i piloti ci faceva desistere dal proseguire la gara in quelle condizioni. Evitare tutti insieme l'enduro test per salvare a metà una gara o continuare rischiando che la prova diventasse una roulette, falsando i risultati ed i reali valori in campo? Il responsabile federale del percorso, il Sig Gionni Fossati ci ha in un certo senso convinti, o forse meglio dire costretti a proseguire. Purtroppo a mio avviso è stata presa la decisione sbagliata, e la prova si è rivelata disastrosa per molti, fortunata per altri. Ne ho fatto le spese anch'io, nel mio caso una deviazione improvvisata per evitare un canale troppo profondo ed impraticabile mi ha fatto infilare nel bosco senza aver più idea del dove andare. Retromarcia, rischio di collisione con il pilota che sopraggiungeva, e perdita di oltre mezzo minuto. Una vera delusione. Conseguenza: terza posizione di classe.

 

Le proteste e le lamentele a fine gara da parte dei piloti non si contavano. Si prospettava addirittura l'ipotesi di annullare la prova speciale. Purtroppo la situazione in quella prova speciale è sfuggita di mano, ma non tanto agli organizzatori che, loro malgrado si sono trovati a gestire una prova al limite della praticabilità, ma la colpa penso sia a quegli organi federali il cui compito è proprio quello di adoperarsi affinchè una manifestazione risulti all'altezza di un Campionato Italiano e gestita a modo. Sia chiaro che il motoclub che organizza non ha alcuna colpa, perchè non è il loro mestiere organizzare gare, è la loro passione. Risulta invece un lavoro per chi, organo federale, invece effettua le ricognizioni mesi prima della gara e nei due o tre giorni che precedono l'evento. Capisco benissimo che non è facile gestire una gara di enduro nelle condizioni che si sono verificate, ma purtroppo in questo caso la federazione deve prendere atto che la situazione non è stata gestita a modo. Condizionare così i risultati di chi si sacrifica, investe tempo e denaro non credo sia opportuno.

 

Un saluto.

 

Maurizio Micheluz

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