Campionato Mondiale Enduro

Saint Flour (Francia)– 7/8 Settembre 2013

Come ormai da tradizione, l'ultimo GP della stagione si corre in Francia, ormai diventata la terra dei “padroni” dell'enduro in questi ultimi anni, con i piloti transalpini che dettano legge nelle classifiche mondiali. L'ambientazione è comunque di quelle che meritano, nulla da dire, con un pubblico che in quest'occasione mi ha quasi stupito per il gran numero di persone assiepate a bordo fettuccia, ad incitare non solo i francesi. Nel cross test di domenica sembrava di essere ad un Motocross delle Nazioni. Dall'alto si vedeva la vallata della prova speciale e praticamente il pubblico delimitava il tracciato. Bellissimo. Le altre prove speciali erano un Enduro test tracciato in un bosco con dei tratti molto veloci, quasi troppo a mio avviso, che alternava passaggi tecnici quasi da estremo. L'Xtreme test invece era tracciato in un prato in pendenza, con alcuni gradini da salire e scendere. Purtroppo in questa gara l'organizzazione non è stata delle migliori, nel senso che se la location e la preparazione delle prove speciali era buona, il percorso bello tosto da vero Enduro e tutto sarebbe probabilmente filato liscio se non avesse piovuto dal venerdì sera. Il meteo lo diceva. Le prove erano tracciate su prati molto pendenti, il percorso ha retto per circa metà gara del sabato, poi ha iniziato a piovere sul serio e da li è iniziata una sorta di apocalisse, e la gara è praticamente stata sospesa all'inizio del quarto ed ultimo giro. Cosa molto rara nell'Enduro, soprattutto mondiale. Il Sabato sera ha continuato una sorta di diluvio e la Domenica mattina è stata presa la decisione che la gara sarebbe partita ugualmente, ma di non fare l'Xtreme test e l'Enduro test della Domenica. Quindi quattro giri ridotti con valido solo il Cross test, modificato e reso praticabile. Ma ecco come sono andate le mie giornate di gara.

Giorno 1: Non sono partito alla grande con il Super test del Venerdì sera, e nemmeno il Sabato sono riuscito a segnare tempi di rilievo. Poi da metà gara in poi è stata una gara alla sopravvivenza, e malgrado tutto, tra cadute e disavventure varie ho concluso la giornata in decima posizione.

Giorno 2: .Con la decisione della giuria di gara di svolgere solo quattro speciali sapevo che sarebbe stata una gara abbastanza semplice, e quindi da fare tutta all'attacco. Ma non capisco perchè i distacchi dai primi erano importanti e malgrado ce la mettessi tutta non sono mai riuscito ad entrare nel vivo della gara. Il tredicesimo posto a fine gara di sicuro non era nelle previsioni.

Sapevo per esperienza che in Francia sarebbe stata una gara difficile, soprattutto con il fango e la pioggia, ma confidavo nel mio periodo di ottima forma, e con il morale alto dagli ultimi successi all'europeo ed all'italiano speravo di raccogliere almeno qualcosa di buono, ed invece è arrivato un risultato di molto sotto le mie aspettative. La gara in un certo senso è stata alquanto anomala, ed il risultato del primo giorno ci può stare, ma per la Domenica non ho scusanti. Ok, prendiamola come un week-end storto e guardiamo avanti. Il mio prossimo è la Sei Giorni, l'olimpiade dell'Enduro a fine Settembre. Quel che è certo è che vi parteciperò con la nazionale, ma ancora non so se nella squadra del Trofeo Mondiale come titolare o in quella dei Club come riserva. Ai tecnici della Federazione la decisione.

A presto.

Maurizio Micheluz

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